Una ricostruzione di 80 anni di mistero, di contraddizioni e negazioni,
le cui implicazioni non solo inciderebbero pesantemente
sull'establishment del Vaticano e di alcuni governi, ma che
delineerebbero un diverso scenario di eventi passati, presenti e forse
anche futuri. E, soprattutto, su quali motivazioni avrebbero spinto
esponenti della Chiesa a non rendere noto all'opinione pubblica quanto
di loro conoscenza.
UN MESSAGGIO RI-VELATO?
Il 13 Maggio
scorso, sulla spianata di Fatima, in occasione della cerimonia solenne
di beatificazione dei pastorelli Francisco e Jacinta, per bocca del
Segretario di Stato pontificio, Cardinale Sodano, la Chiesa ha rivelato
parte del Terzo Segreto, che verrà integralmente pubblicato al più
presto. Se ne occuperà la Congregazione per la Dottrina della Fede, ex
Santo Uffizio, dopo aver redatto un'"opportuna nota" d'accompagnamento a
cura del Pontefice, al fine di consentire ai fedeli una migliore
comprensione del messaggio ri-velato a Fatima. Finalmente, dopo decenni
di reticenza, la Chiesa sembra essersi decisa a divulgare il contenuto
di questo testo, soffocato da una coltre impenetrabile, sul quale
peraltro negli ultimi 50 anni sono state formulate diverse
interpretazioni. In milioni di persone, dopo tanta trepidante attesa,
l'esposizione ha suscitato sorprese e perplessità. "Tale testo -
pronuncia il Cardinale Sodano - costituisce una visione profetica
paragonabile a quelle della Sacra Scrittura, che non descrivono in senso
fotografico i dettagli degli avvenimenti futuri, ma sintetizzano e
condensano su un medesimo sfondo fatti che si distendono nel tempo in
una successione e in una durata non precisate. Di conseguenza la chiave
di lettura del testo non può essere che di carattere simbolico. La
visione di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro
la Chiesa e i cristiani e descrive l'immane sofferenza dei testimoni
della fede dell'ultimo secolo del secondo millennio. È un'interminabile
Via Crucis guidata dai Papi del XX secolo". "Secondo l'interpretazione
dei pastorinhos - continua il Cardinale Sodano - il Vescovo vestito di
bianco che prega per tutti i fedeli è il Papa. Anch'Egli camminando
faticosamente verso la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi,
sacerdoti, religiosi ecc), cade a terra come morto, sotto i colpi d'arma
da fuoco". Inoltre il Segretario di Stato ha ribadito che: "Anche se le
vicende cui fa riferimento la terza parte del segreto di Fatima
sembrano ormai appartenere al passato la chiamata della Madonna alla
conversione alla penitenza, pronunziata all'inizio del XX secolo,
conserva ancora oggi una sua stimolante attualità".
GRANDI PROVE VICINE
Facciamo
un passo indietro. Quale significato dare alle parole che Giovanni
Paolo II pronunciò a Fulda, in Germania, nel 1980, solo sei mesi prima
dell'attentato in Piazza San Pietro? Eccole:
"Dobbiamo essere ben
pronti a grandi prove vicine, che potranno richiedere anche il
sacrificio della nostra vita e la nostra totale dedizione a Cristo e per
Cristo. Le prove potranno essere ridotte con la vostra e la nostra
preghiera, ma non possono essere evitate, perché un vero rinnovamento
nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Come già tante volte,
la Chiesa rinacque dal sangue; non sarà diverso neppure questa volta.
Siamo forti e prepariamoci".
Il sacrificio della vita di questo Papa.
Ma Giovanni Paolo II sopravvisse alle pallottole di Agca. Dalle parole
di Sodano sembrerebbe - se conferma arriverà, salvo disguidi - che la
parte più oscura del messaggio sia da considerare ormai grandemente
superata. Pochi, però, al di là del clamore suscitato dagli organi di
informazione nazionali ed esteri, vi hanno creduto. Sicché, invece di
placare gli animi, critiche sono giunte da esponenti sia del mondo laico
sia ecclesiastico. Per troppo tempo, infatti, le ipotesi legate al
Terzo Segreto ne delineavano un contenuto, se non apocalittico, di
grande impatto epocale. Tali ipotesi sono state avanzate da personalità
illustri, in primis, della Chiesa. Gli attuali contenuti del testo,
invece, non appaiono come annunci tali da necessitare un intervento
miracoloso attraverso l'apparizione della Madonna. Allora, se non è
stato detto tutto, cosa possiamo attenderci?
PARLANO AMORTH E LAURENTIN
Padre
Gabriele Amorth, noto esorcista, fra i massimi studiosi del messaggio
di Fatima, ha dichiarato in un'intervista al quotidiano "Il Messaggero":
"È stata rivelata solo la parte riguardante il Papa che era lì presente
e che è stato il protagonista-vittima dell'attentato. Si è trattato
dunque solo di una rivelazione parziale. Sono molto ansioso di vedere se
la pubblicazione sarà completa o incompleta" (ciò lascia intuire che il
religioso sia a conoscenza del testo integrale, N.d.A.). In merito alla
possibilità che la pubblicazione potrà ancora essere incompleta il
prelato ha dichiarato: "Credo di no, perché la promessa fatta è che la
rivelazione sia integrale. Resto, tuttavia, perplesso pensando a certi
fatti che non sono stati preannunciati sabato 13 a Fatima e che invece
erano stati annunciati in quella parte di segreto che era stata subito
rivelata… La Madonna chiese la consacrazione della Russia al suo cuore e
la comunione riparatrice dei primi sabati. 'Se soddisferanno queste
richieste - disse la Vergine - la Russia si convertirà e ci sarà pace.
Altrimenti, la Russia spargerà i suoi errori nel mondo, susciterà guerre
e persecuzioni alla Chiesa, i buoni saranno martirizzati, il Santo
Padre dovrà soffrire molto e molte nazioni verranno distrutte'. C'è da
ritenere che nella parte successiva, rimasta segreta, venissero
precisate meglio queste cose… Interpreto la frase 'varie nazioni saranno
distrutte' con quello che il Papa disse a Fulda nel Novembre '80. Non
tutte le richieste della Madonna sono state realizzate. La consacrazione
della Russia è stata fatta ma la sua conversione non è ancora avvenuta,
anche se c'è stato un cambiamento". Ci siamo allontanati dalla minaccia
del "castigo divino"? "Possiamo ancora non esserlo - ha replicato
Amorth al Messaggero- perciò sono ansioso di vedere la pubblicazione
integrale del testo". Dello stesso avviso è Padre René Laurentin. "Il
terzo segreto? Non credo che riguardi solo l'attentato al Papa. Penso
che ci sia dell'altro" ha detto Laurentin, massimo studioso sulle
apparizioni di Lourdes, convinto dell'importanza dei testi di Fatima
nella loro totalità. Laurentin dichiara: "Credo che nel terzo segreto si
parli anche delle crisi e delle divisioni che hanno scosso la Chiesa
dopo il Concilio Vaticano II".
LA TESTIMONIANZA DI MONSIGNOR CAPOVILLA
Negli
ambienti cattolici tradizionali, e maggiormente in quelli scismatici
che seguirono il vescovo francese monsignor Marcel Lefebvre (deceduto
nel '91), si sostiene da diversi anni che il terzo segreto di Fatima
riguarderebbe il tradimento della vera dottrina da parte della Chiesa di
Roma. Tradimento generato dal Concilio Vaticano II, definito una sorta
di "matrimonio" tra la Chiesa e modernità. Secondo i seguaci di
Lefebvre, Giovanni XXIII non volle rivelare il segreto perché avrebbe
posto l'attenzione sull'errore che si stava compiendo nell'indire il
Concilio. Una denuncia pesante ma che, lo vedremo più avanti, troverebbe
conferma alla luce di un dialogo avvenuto negli anni '60 tra Papa
Giovanni XXIII ed il cardinale Silvio Oddi, all'epoca presidente della
Congregazione per il Clero. "Mi sono sempre interessato - racconta il
Cardinale - come tutti i fedeli e i sacerdoti, al terzo segreto di
Fatima. Siccome si sapeva che non doveva essere rivelato, a meno che
suor Lucia non fosse morta, prima del 1960, tutti aspettavano
quell'anno. Io, che sono stato segretario di Giovanni XXIII quando ero a
Parigi, ho approfittato della mia confidenza per dirgli con franchezza:
'Beatissimo Padre, c'è una cosa che non le posso perdonare' - 'Che
cosa?' rispose il Papa - 'Di aver tenuto il mondo in sospeso durante
tanti anni e poi vedere arrivare il 1960: passano diversi mesi e di
questo segreto non se ne sa più nulla'. "Non parlarmene" mi rispose. 'Io
se vuole - gli replicai - non ne parlo più, ma non posso impedire alla
gente di farlo. L'interesse è spasmodico: io avrò fatto un centinaio di
prediche e discorsi annunciando questa rivelazione.' 'Ti ho detto di non
parlarmene più', disse. Non ho più insistito, però volevo andare in
fondo alla storia. Allora mi sono rivolto al monsignor Capovilla, il suo
segretario privato, e gli ho chiesto: 'Avete aperto il testo del
segreto?' - 'Sì, l'abbiamo aperto' - 'Chi era presente?' - 'C'erano il
Papa, il Cardinale Ottaviani ed io, ma poi, dato che non riuscivamo a
comprenderlo perché era scritto a mano, in portoghese, allora è stato
chiamato un monsignore portoghese che lavorava alla Segreteria di Stato.
Il testo del segreto era arrivato in Vaticano attraverso il vescovo di
Leira-Fatima. Il vescovo, durante la Seconda Guerra Mondiale, avendo
paura che il Portogallo fosse coinvolto nel conflitto e il segreto
distrutto, smarrito o rivelato, lo ha portato a Roma, chiedendo alla
Santa Sede di custodirlo. In Portogallo era stato conservato in
nunziatura per un certo tempo. Dopo averlo letto, Papa Roncalli l'ha
riposto nella sua cassaforte'. 'Io - continua Oddi - che conoscevo
benissimo Papa Giovanni, sono certo che il Segreto non riguardava una
bella cosa. Roncalli non voleva sentire parlare di disgrazie, di
castighi. Quindi ritengo che contenga qualcosa che suona come
proibizione, punizione o disastro'. Purtroppo, l'8 Febbraio 1960,
improvvisamente si apprese da un laconico comunicato stampa che il terzo
Segreto di Fatima non sarebbe stato rivelato. Quali erano le ragioni?
Il comunicato ufficiale del Vaticano aveva presentato soltanto scuse
inconsistenti e persino contraddittorie. E terminava in modo sibillino:
"...benché la Chiesa riconosca le apparizioni di Fatima, essa non
desidera assumersi la responsabilità di garantire le veridicità delle
parole che i tre pastorelli dissero che furono indirizzate loro dalla
Vergine Maria".
IL "FALSO AGNELLO" E IL "FALSO PROFETA"
La
mancata rivelazione del terzo segreto da parte di Giovanni XXIII suscitò
il malcontento nell'opinione pubblica e nei credenti. Circolarono voci e
congetture. Si deve comunque a numerosi ricercatori se negli anni si
sono fatti passi avanti più concreti. Fra i contributi più autorevoli,
quelli di Frère Michel de la Sainte Trinité e di Padre Joachim Alonso
(già archivista ufficiale di Fatima). Frère Michel ha condotto un
monumentale lavoro editoriale culminato nel volume "The Third Secret",
in cui riporta che, interrogata sul Terzo Segreto, Suor Lucia disse: "È
contenuto nel Vangelo e nell'Apocalisse, leggeteli!". Lucia avrebbe
fatto riferimento ai capitoli dall'VIII al XIII dell'Apocalisse (il
capitolo XIII riguarda l'avvento dell'Anticristo). Nel suo studio, Frère
Michel imbastisce una significativa ipotesi: che il Terzo Segreto
rappresenti un grave avvertimento di apostasia all'interno della Fede
Cattolica e una seria e formale accusa a coloro che nella gerarchia
ecclesiastica hanno favorito dissenso ed eresie. Nonostante il divieto
impostole di rivelare il Segreto finale di Nostra Signora, fino a
diversa indicazione pontificia, a suor Lucia nessuno ha impedito di
fornire la propria opinione sulla crisi della Chiesa. In una serie di
lettere scritte fra il 1969 e il 1972, la religiosa ha vigorosamente
reagito contro i "modernisti" ed alcuni atteggiamenti permissivi
all'interno della Chiesa, ad esempio verso coloro che cercano di
minimizzare l'importanza del Rosario. "Questo disorientamento è
diabolico" scrisse ed "è triste che tanta gente si lasci dominare
dall'ondata diabolica che investe tutto il mondo! Ed essi sono così
ciechi da essere incapaci di vedere il loro errore! La loro colpa
principale è di aver abbandonato la preghiera". La cosa più triste,
secondo Suor Lucia, è che così tanti preti, religiosi e vescovi vengano
travolti da tale confusione. "Il demonio riuscirà a portare il male
(nella Chiesa) sotto forma di bene e i ciechi stanno cominciando a
guidare gli altri, come ci disse il Signore nel Suo Vangelo". Frère
Michel così ha riassunto le sue scoperte: "Alla fine della nostra
inchiesta, siamo in grado di discernere, quasi con certezza, gli
elementi essenziali del Segreto finale di Nostra Signora: mentre 'in
Portogallo il dogma della Fede sarà sempre custodito', in molte nazioni,
forse quasi in tutto il mondo, la Fede andrà perduta. I pastori della
Chiesa falliranno gravemente nei doveri del loro ufficio. Per loro
colpa, un gran numero di anime consacrate e di Fedeli verrà sedotto da
errori perniciosi diffusi ovunque. Sarà questo il momento della
battaglia decisiva fra la Beata Vergine e il demonio. Un'ondata di
diabolico disorientamento verrà scagliata sul mondo. Satana stesso si
introdurrà persino nel più alto vertice della Chiesa. Egli accecherà le
menti e indurirà i cuori dei pastori. E Dio li abbandonerà a se stessi
punendoli per il loro rifiuto di obbedire alle richieste dell'Immacolato
Cuore di Maria. Ciò sarà la grande apostasia predetta per gli 'ultimi
tempi'; 'il Falso Agnello' e il 'Falso Profeta' tradiranno la Chiesa a
profitto della 'Bestia', secondo la profezia dell'Apocalisse".
L'ERA DELL'ANTICRISTO
All'ipotesi
di Michel si aggiungono ricerche di studiosi civili - come la
giornalista americana Kathleen Keating e Tom Gaughan - che ecclesiali,
quali l'ex-gesuita Malachin Martin, Padre Nicholas Gruner e
l'Arcivescovo Emmanuel Milingo, con simili conclusioni. Secondo la
Keating è totalmente illogico che il segreto si riduca principalmente
alla previsione dell'attentato al Papa per mano di Ali Agca. Perché
mantenere il silenzio tanto a lungo anche dopo che l'attentato era
avvenuto? La Keating ha intervistato più volte Padre Malachi Martin
(recentemente deceduto) ed entrambi - in una puntata del programma
radiofonico statunitense Art Bell Show, basandosi su fonti del Vaticano,
hanno dichiarato che: "Il Terzo Segreto di Fatima contiene quanto di
peggio potremmo mai riuscire ad immaginare e ancora di più". Per la
Keating, chi abbia potuto leggere la profezia ha ammesso che è
sufficiente a sconvolgere le menti più forti. Un frate gesuita, presente
quando Giovanni XXIII lesse il testo della profezia, dichiarò che il
Papa svenne per lo shock (circostanza confermata da Padre Martin). Tutte
le tesi e congetture sul contenuto integrale del messaggio rimangono
quindi ancora valide. Le più accreditate ipotizzano che la profezia
identifichi, nel successore di Giovanni Paolo II, il Falso Profeta,
ovvero l'antipapa: una persona altamente carismatica e, apparentemente,
di grande saggezza ma che, in realtà, minerà le fondamenta stesse della
Chiesa e preparerà il terreno per l'avvento dell'Anticristo.
La
Keating, in "The Final Warning" (Ultimo avvertimento) e Tom Gaughan in
"Countdown to Armageddon and Beyond" (Conto alla rovescia per
l'Apocalisse ed oltre) sostengono che, molto verosimilmente, Giovanni
Paolo II verrà "Ucciso oppure dichiarato ufficialmente morto o incapace
di adempiere i suoi doveri, in modo da accelerare l'elezione del
prossimo Papa". Wojtyla avrebbe molti nemici in Vaticano, che si
oppongono ai suoi insegnamenti tradizionali. Per quanto apparentemente
scioccante e incredibile, in tale scenario, secondo la Keating, si
inseriscono quelle gerarchie ecclesiastiche che hanno mantenuto il più
assoluto segreto sulla Terza Profezia in quanto essa potrebbe minare in
modo irreparabile la fede dei Cattolici, allontanandoli dalla Chiesa.
Dunque, se è vero che il prossimo Papa sarà il Falso Profeta, si dovrà
trattare di persona estremamente influente, che già possiede un grande
potere all'interno del Vaticano. Pertanto, Giovanni Paolo II, ormai
anziano e malato, potrebbe aver subìto pesanti pressioni ed essere stato
costretto a non rivelare il Terzo Segreto nella sua interezza. Suor
Lucia è ormai una fragile donna di 93 anni, in clausura dal 1929 ed è
improbabile che possa confermare o negare la veridicità di tali
rivelazioni, afferma la Keating.
Il Santo Padre ha dichiarato,
prosegue la giornalista americana, che ci troviamo nel mezzo del Libro
delle Rivelazioni, capitolo 12 verso 3: "E comparve un nuovo segno in
Cielo; si vide un grande Dragone Rosso, con sette teste e dieci corna; e
sulle teste aveva sette diademi...". E infine: "L'Era dell'Anticristo è
giunta. Non ci sono dubbi a riguardo".
Non è tutto. Il Terzo Segreto
includerebbe riferimenti all'avvicinarsi di catastrofi che
coinvolgeranno tutti i Paesi del mondo. Disastri che, per mano dell'uomo
o di origine naturale, devasteranno le acque e le terre, e cataclismi
avranno luogo nel cielo e nell'atmosfera (la Keating menziona le
frequenti perturbazioni solari degli ultimi anni). Altri avvenimenti
riguarderanno la sfera spirituale e saranno particolarmente difficili da
accettare per i Cattolici, perché essi vedranno crollare la propria
fede e vi sarà incredulità di massa ovunque nel mondo e la Russia avrà
un ruolo fondamentale. Questi eventi, di cui parlò Suor Lucia nella sua
lettera sulla Terza Profezia di Fatima, secondo Malachi Martin:
"Verranno condotti in una sequenza fatale di cui la Russia sarà il
perno". "Se il Terzo Segreto - ha affermato la Keating - fosse stato
svelato nel 1960, ad esempio, forse avremmo avuto una possibilità di
evitare la devastazione che ci aspetta. Se Giovanni XXIII avesse
rivelato il segreto nel 1960, e consacrato la Russia al Cuore Immacolato
di Maria, com'era stato richiesto dalla Madonna, forse avremmo avuto
una possibilità di sfuggire al possibile olocausto. Tuttavia, il Papa si
convinse che il messaggio non era riferito al suo tempo ed affidò la
Profezia alla cassaforte. Il suo successore, Paolo VI, la pensò allo
stesso modo. Quando il Papa Giovanni Paolo I lesse la Profezia, non ebbe
il tempo di divulgarla perché venne ucciso in circostanze misteriose,
solo 33 giorni dopo la sua elezione al soglio papale. Anche Giovanni
Paolo II lesse la Profezia e la ripose in cassaforte ma, dopo
l'attentato ai suoi danni da parte di Alì Agca, in Piazza S. Pietro, si
ricredette e capì che la profezia si stava avverando. Con l'aiuto del
Cardinale Wyszinski, cambiò il tenore e l'ordine degli impegni presi per
il suo papato. Sia il Cardinale che il Pontefice si trovarono d'accordo
sulla necessità di agire a livello globale, cercando di disarmare
quella che, all'epoca, era l'Unione Sovietica. Il Santo Padre basò le
proprie azioni sul fatto che la Profezia non era un semplice messaggio
religioso ma un messaggio che implicava importanti cambiamenti
geopolitici. Inoltre, Giovanni Paolo II capì che, poiché Giovanni XXIII
non aveva compreso ed esaudito la richiesta divina formulata dalla
Madonna per mezzo dei tre pastorelli portoghesi, l'umanità sarà
costretta ad affrontare l'alternativa prospettata nella stessa profezia.
Per questo motivo il Papa si è incessantemente impegnato nel tentativo
di unificare l'umanità. Anche se le catastrofi non potranno più essere
fermate, potremo comunque mitigarle, ciononostante, il Terzo Segreto
parla di milioni di morti in tutto il mondo e della sofferenza del
Papa".
E la Russia, grazie ai suoi agenti segreti infiltrati nel
Vaticano - ancora per la Keating - sarebbe sempre stata al corrente del
contenuto della profezia e, quindi, del proprio ruolo. Così, il mondo ha
assistito alla presunta fine dell'Unione Sovietica ed alla nascita di
una Russia pacifica. I leader del Cremlino avrebbero fatto di tutto per
far accettare al mondo la loro immagine "benevola", proseguendo così
indisturbati nei propri piani di dominazione mondiale.
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=3756&viewmode=flat&order=ASC&start=120
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