Bergoglio
riceve e abbraccia l’imam Ahmad al Tayyib, e il cardinale Koch spiega
che bisogna convertire i musulmani, ma non gli ebrei. Le idee sono poche
ma ben confuse, ma almeno una è chiara: non parliamo di Gesù Cristo!
di Paolo Deotto
.
Nel tripudio generale, come è noto, Bergoglio ha ricevuto l’imam Ahmad al Tayyib (vedi il sito della Santa Sede) e
di queste squallide farse sincretiste siamo francamente stanchi di
parlare. È forse necessario ricordare che “il proselitismo è una
sciocchezza”? O forse le numerose affermazioni di Bergoglio sulla
sostanziale equivalenza delle “religioni”?
Comunque non c’è alcun rischio che,
neanche indirettamente, Bergoglio abbia tentato una conversione del
musulmano, visto che gli ha donato una copia della Laudato si’, strumento che al più può essere utile per una scrupolosa raccolta differenziata.
Naturalmente la stampa ha ampiamente
enfatizzato il fatto che l’incontro ha favorito la riconciliazione, dopo
il “gelo” che era derivato dalle famose frasi pronunciate a suo tempo a
Ratisbona da Benedetto XVI. Ergo, viva il dialogo e le solite nauseanti
retoriche che accompagnano questi eventi mondano-politici.
All’imam Ahmad al Tayyib va comunque riconosciuto un solido senso dell’umorismo, considerando che ha dichiarato (vedi il Giornale) tra l’altro che “Il
terrorismo esiste, ma l’islam non ha niente a che fare con questo
terrorismo” e che “ci sono più vittime musulmane che cristiane, e noi
tutti subiamo insieme questa catastrofe”. Glissons. Perché rovinare
questa bella festa del dialogo?
Noterella finale sull’imam: la stampa di
regime deve naturalmente festeggiare e benedire questi meravigliosi
momenti di dialogo. Protagonista un imam che a suo tempo rilasciò
pesanti dichiarazioni antisemite e che quindi a suo tempo era “cattivo” o
almeno in odore di cattiveria. E ora? Quanti conflitti per chi non usa
la propria testa ma scrive sempre sotto dettatura!
.
In apparente contraddizione con il suo superiore, il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani, ha affermato (come ci informa Marco Tosatti) che cristiani sono chiamati a convertire i musulmani.
A questo punto un buon fedele cattolico
dice: “Oh, che bello!”. Piano, andiamo avanti nella lettura delle
dichiarazioni di Koch, che dopo aver riconosciuto che i cristiani
condividono con ebrei e musulmani la venerazione per la tradizione di
fede che risale ad Abramo, ha aggiunto: “Ma non possiamo negare che il
modo in cui la tradizione ebraica e cristiana vedono Abramo è diverso
dal modo in cui lo vedono gli islamici”. E quindi: “Così abbiamo solo
con il popolo ebraico questa relazione unica, che non abbiamo con
l’islam”.
Conclusione di Koch: i cristiani devono vedere l’ebraismo come una “madre” e non devono cercare di convertire gli ebrei.
Ed ecco perché parliamo di
contraddizione solo apparente tra Bergoglio che riceve e abbraccia
l’imam e Koch che ricorda che i cristiani sono chiamati a convertire i
musulmani.
Contraddizione solo apparente perché, a parte la bestialità sul presunto “obbligo” di non cercare la conversione degli ebrei, il punto comune è questo, ed è il principale della neochiesa: l’esclusione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Cristo non interessa più a questi
signori che, vestiti di bianco o di porpora, costituiscono l’attuale
“gerarchia”. Non interessa più, va escluso, dimenticato. Perché la
Verità incarnata, a cui tutto il mondo deve convertirsi, è la loro
principale nemica.
Di cosa abbiamo ancora bisogno per
aprire gli occhi? Ogni giorno è lo stesso bombardamento di atti mondani,
di strazio dei sacramenti, di dialogo che in verità si chiama
sincretismo.
Aggiungiamo ora un cardinal Koch che
afferma la necessità di convertire i musulmani – mentre il suo superiore
comunque lo contraddice con i fatti, accogliendo e abbracciando un alto
esponente di una falsa religione (l’islam, appunto) – e che proclama
(anche se non è certo lui il primo ad averlo fatto) che non si deve
cercare la conversione degli ebrei, negatori della Divinità di Cristo.
Da questo orrendo pasticcio emergono due fatti chiari:
- Bergoglio e Koch, l’uno che non si preoccupa di convertire proprio nessuno, e l’altro che comunque specifica che non bisogna cercare di convertire gli ebrei, entrambi hanno fatto e fanno un favore al diavolo, perché chi non si converte a Cristo non può salvarsi.
- Bergoglio e Koch sono in contraddizione solo apparente: entrambi agiscono contro Nostro Signore Gesù Cristo.
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