martedì 24 maggio 2016

Bergoglio e il cardinale Koch. Apparente divergenza di opinioni e accordo su un dato indiscutibile: di Cristo non si parla

Bergoglio riceve e abbraccia l’imam Ahmad al Tayyib, e il cardinale Koch spiega che bisogna convertire i musulmani, ma non gli ebrei. Le idee sono poche ma ben confuse, ma almeno una è chiara: non parliamo di Gesù Cristo!
di Paolo Deotto
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zzzzcrcfssA ogni giorno basta la sua pena (diceva un vecchio proverbio), ma non vogliamo badare a spese e per oggi diamoci due pene, che poi, a ben guardare, si risolvono in una sola, la solita: questa strana neochiesa che attualmente ha in gestione la Santa Sede fa di tutto per non parlare di Nostro Signore Gesù Cristo, né perde occasione per oltraggiarlo.
Nel tripudio generale, come è noto, Bergoglio ha ricevuto l’imam Ahmad al Tayyib (vedi il sito della Santa Sede) e di queste squallide farse sincretiste siamo francamente stanchi di parlare. È forse necessario ricordare che “il proselitismo è una sciocchezza”? O forse le numerose affermazioni di Bergoglio sulla sostanziale equivalenza delle “religioni”?
Comunque non c’è alcun rischio che, neanche indirettamente, Bergoglio abbia tentato una conversione del musulmano, visto che gli ha donato una copia della Laudato si’, strumento che al più può essere utile per una scrupolosa raccolta differenziata.
Naturalmente la stampa ha ampiamente enfatizzato il fatto che l’incontro ha favorito la riconciliazione, dopo il “gelo” che era derivato dalle famose frasi pronunciate a suo tempo a Ratisbona da Benedetto XVI. Ergo, viva il dialogo e le solite nauseanti retoriche che accompagnano questi eventi mondano-politici.
All’imam Ahmad al Tayyib va comunque riconosciuto un solido senso dell’umorismo, considerando che ha dichiarato (vedi il Giornale) tra l’altro cheIl terrorismo esiste, ma l’islam non ha niente a che fare con questo terrorismo” e che “ci sono più vittime musulmane che cristiane, e noi tutti subiamo insieme questa catastrofe”. Glissons. Perché rovinare questa bella festa del dialogo?
Noterella finale sull’imam: la stampa di regime deve naturalmente festeggiare e benedire questi meravigliosi momenti di dialogo. Protagonista un imam che a suo tempo rilasciò pesanti dichiarazioni antisemite e che quindi a suo tempo era “cattivo” o almeno in odore di cattiveria. E ora? Quanti conflitti per chi non usa la propria testa ma scrive sempre sotto dettatura!
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In apparente contraddizione con il suo superiore, il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani, ha affermato (come ci informa Marco Tosatti) che cristiani sono chiamati a convertire i musulmani.
A questo punto un buon fedele cattolico dice: “Oh, che bello!”. Piano, andiamo avanti nella lettura delle dichiarazioni di Koch, che dopo aver riconosciuto che i cristiani condividono con ebrei e musulmani la venerazione per la tradizione di fede che risale ad Abramo, ha aggiunto: “Ma non possiamo negare che il modo in cui la tradizione ebraica e cristiana vedono Abramo è diverso dal modo in cui lo vedono gli islamici”. E quindi: “Così abbiamo solo con il popolo ebraico questa relazione unica, che non abbiamo con l’islam”.
Conclusione di Koch: i cristiani devono vedere l’ebraismo come una “madre” e non devono cercare di convertire gli ebrei.
Ed ecco perché parliamo di contraddizione solo apparente tra Bergoglio che riceve e abbraccia l’imam e Koch che ricorda che i cristiani sono chiamati a convertire i musulmani.
Contraddizione solo apparente perché, a parte la bestialità sul presunto “obbligo” di non cercare la conversione degli ebrei, il punto comune è questo, ed è il principale della neochiesa: l’esclusione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Cristo non interessa più a questi signori che, vestiti di bianco o di porpora, costituiscono l’attuale “gerarchia”. Non interessa più, va escluso, dimenticato. Perché la Verità incarnata, a cui tutto il mondo deve convertirsi, è la loro principale nemica.
Di cosa abbiamo ancora bisogno per aprire gli occhi? Ogni giorno è lo stesso bombardamento di atti mondani, di strazio dei sacramenti, di dialogo che in verità si chiama sincretismo.
Aggiungiamo ora un cardinal Koch che afferma la necessità di convertire i musulmani – mentre il suo superiore comunque lo contraddice con i fatti, accogliendo e abbracciando un alto esponente di una falsa religione (l’islam, appunto) – e che proclama (anche se non è certo lui il primo ad averlo fatto) che non si deve cercare la conversione degli ebrei, negatori della Divinità di Cristo.
Da questo orrendo pasticcio emergono due fatti chiari:
  • Bergoglio e Koch, l’uno che non si preoccupa di convertire proprio nessuno, e l’altro che comunque specifica che non bisogna cercare di convertire gli ebrei, entrambi hanno fatto e fanno un favore al diavolo, perché chi non si converte a Cristo non può salvarsi.
  • Bergoglio e Koch sono in contraddizione solo apparente: entrambi agiscono contro Nostro Signore Gesù Cristo.
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http://www.riscossacristiana.it/bergoglio-e-il-cardinale-koch-apparente-divergenza-di-opinioni-e-accordo-su-un-dato-indiscutibile-di-cristo-non-si-parla-di-paolo-deotto/

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